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Il Primario Beghi: 'Siamo una squadra affiatata, lavoriamo bene insieme e i risultati lo confermano'

Cardiochirurgia: ottimi risultati sulla qualità delle prestazioni all'Ospedale di Circolo di Varese




Varese, 4 Aprile 2019

"Gli indicatori regionali confermano la qualità delle nostre prestazioni, ma sono i riscontri che arrivano dai nostri pazienti a dare sostanza ai numeri e senso al nostro impegno".

Sintetizza così lo stato di salute del suo reparto il Prof. Cesare Beghi, Direttore della Cardiochirurgia dell'Ospedale di Circolo di Varese. 

Gli indicatori regionali a cui si riferisce, in particolare, sono quelli relativi al by-pass aortocoronarico e alla valvuloplastica o sostituzione di valvole cardiache: per entrambi, il livello qualitativo registrato e confermato dall'Osservatorio epidemiologico regionale è massimo, e lo è per il secondo anno consecutivo.

"Siamo una squadra affiatata, lavoriamo bene insieme e i risultati lo confermano" continua Beghi, che tiene a sottolineare la grande preparazione della sua équipe, composta da sei cardiochirurghi a cui si affiancano gli specializzandi dell'Università dell'Insubria. 

La chirurgia valvolare, aortica e mitralica, sia sostitutiva che riparativa, e il bypass aorto-coronarico sono certamente le tipologie di interventi più frequenti, a cui si affiancano quelli della chirurgia della fibrillazione atriale e dell'aorta toracica e la chirurgia dello scompenso cardiaco. La malattia coronarica e la patologia valvolare, del resto, in particolare la stenosi aortica e mitralica, sono le patologie più frequenti tra i pazienti cardiochirurgici, mentre gli infartuati, che una volta dovevano passare tutti dalla cardiochirurgia, ora, per fortuna, sono trattati in numero sempre maggiore con l'angioplastica

"Ogni anno eseguiamo oltre 500 operazioni, circa 2 al giorno, senza contare le urgenze - spiega BeghiPraticamente eseguiamo tutti i tipi di interventi di cardiochirurgia ad eccezione dei trapianti di cuore, compresi i più complessi, quelli che si rendono necessari in seguito alla dissezione dell'aorta o all'aneurisma dell'aorta, in cui dobbiamo procedere in emergenza alla ricostruzione di un tratto intero di questa fondamentale arteria".

La Cardiochirurgia è una delle alte specialità presenti all'Ospedale di Circolo e una delle chirurgie più complesse. E la complessità è maggiore quando l'intervento si svolge in emergenza, "dato che, nel nostro campo - precisa Beghi - operare in emergenza significa operare un paziente che, per definizione, è in uno stato di assoluta instabilità".

Altri fattori che aumentano la complessità sono le condizioni psicofisiche generali del paziente, mentre l'età è ormai un fattore secondario: "Oggi in Cardiochirurgia operiamo spesso anche i grandi anziani, ottantenni, persino novantenni. Le tecniche miniinvasive aiutano in questo, anche se non è possibile praticarle in tutti i casi".

Il percorso dei pazienti cardiochirurgici è sempre piuttosto simile: pochi giorni di degenza preoperatoria, l'intervento chirurgico, che mediamente dura 4 ore, dall'anestesia all'uscita dalla sala operatoria. Poi il paziente viene ricoverato nella Terapia intensiva cardiochirurgica e risvegliato gradualmente. Lì resta normalmente un paio di giorni e poi torna nel reparto di Cardiochirurgia, per circa una settimana. 

"I nostri pazienti vanno sempre in terapia intensiva dopo l'intervento perché sono molto delicati, hanno particolarmente bisogno di tranquillità, per evitare stress e picchi ipertensivi. Poi tornano da noi in reparto, per non più di una settimana. Ma è abbastanza per instaurare un rapporto che poi dura negli anni: i nostri pazienti diventano un po' nostri parenti, ogni tanto tornano a trovarci e anche se nel tempo è il cardiologo il loro specialista di riferimento, di noi non si dimenticano mai!".  


Nella foto: Prof. Cesare Beghi

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   Giovedì 04 aprile 2019